IL PROGETTO DI RECUPERO
L’intervento di recupero di questo storico frantoio risponde a un duplice obiettivo: ripristinare la continuità paesaggistica del territorio, coltivato a ulivi e agrumi, e valorizzare una struttura di riconosciuto valore culturale, anche con finalità di divulgazione didattica.
Mantenuto intatto nei volumi e nelle planimetrie originarie, il frantoio rappresenta infatti un’importante testimonianza delle architetture rurali e s’inserisce in un paesaggio che conserva invariate le caratteristiche di un tempo.
All’esterno il frantoio si distingue per gli intonaci tradizionali con finitura in cocciopesto e per le pavimentazioni in conglomerato cementizio drenante e pietra calcarea locale, con consistenze e colori tipici del territorio rurale circostante.
I muretti sono stati ripristinati utilizzando conci di tufo, coerentemente con la tradizione e con gli obiettivi di conservazione, valorizzazione e riqualificazione paesaggistica del progetto.

All’interno è possibile visitare gli spazi in cui avveniva la molitura delle olive attraverso il rotolamento delle “molazze”, le grandi pietre circolari originariamente azionate dalla trazione di muli che, girando intorno al macchinario, ne attivavano il funzionamento. Nel corso del XX secolo il lavoro dei muli fu poi affidato a un motore elettrico che azionava tutti i macchinari presenti nel frantoio mediante un sistema di cinghie in cuoio.
Alcune aree della struttura erano adibite al deposito delle olive, che anticamente stazionavano a lungo nei frantoi. Per favorirne la conservazione, le olive venivano disposte all’interno di appositi cassettoni in legno con il fondo a rete, in grado di consentire un’adeguata aerazione ed evitare lo sviluppo di muffe.
